“I giudici del TAR hanno sonoramente ripreso il Ministro dell’ Istruzione dandogli una lezione di diritto costituzionale che prelude alla bocciatura in Corte Costituzionale del “lodo precari in coda.” Così l’on. Tonino Russo, deputato del Partito Democratico, commenta l’ordinanza di remissione alla Corte Costituzionale del decreto “salva precari” nella parte che vietava il trasferimento per i docenti.
“In questi mesi ho condiviso e sostenuto le giuste rivendicazione degli oltre 15.000 precari che chiedono il diritto alla mobilità del personale docente. Non è difficile pronosticare che lo Stato, a causa delle decisioni del ministro Gelmini, sarà costretto a pagare costosi risarcimenti. Purtroppo – continua Russo (Pd) - il Ministro dell’Istruzione, invece di ascoltare gli interventi e le osservazioni dei parlamentari del Pd, durante la discussione del decreto anticrisi o di leggere gli atti ispettivi da me, in più circostanze, puntualmente presentati, ha assunto delle decisioni che espongono il Paese ad un ennesimo conflitto tra Governo e Magistratura, per di più gravando sulle tasche dei cittadini e ledendo sacrosanti diritti costituzionalmente garantiti”.
“Le 33 pagine dell’ordinanza di remissione alla Corte Costituzionale, sono - aggiunge il deputato democratico - una denuncia chiara e netta di un modo alquanto deprecabile di amministrare le Istituzioni.”
“I rilievi mossi dai giudici dovrebbero convincere il Ministro (ma anche i suoi più stretti collaboratori al ministero) a rispettare quella Costituzione su cui ha giurato e che pretende sia insegnata a Scuola. Nei prossimi giorni - conclude Russo - offriremo al Ministro l’opportunità di ripassare l’argomento e, magari, tornare sui propri passi in occasione dell’ennesima interrogazione che presenterò sul tema dei trasferimenti”.
venerdì 3 settembre 2010