mercoledì 10 marzo 2010
Servizi per l’infanzia, Fasolo: “Centri socio-educativi di Palermo abbandonati al loro destino”. Interrogazione della senatrice Anna Serafini
"Ancora una volta il Sindaco Cammarata ha dimostrato di infischiarsene della Covenzione ONU per l'infanzia”. Lo afferma Maria Fasolo, componente della Direzione regionale del Partito Democratico.
“Dopo avere costretto alla chiusura, per mancanza di fondi, diverse strutture di sostegno per minori in difficoltà – aggiunge – adesso, con la scusa dell'espletamento di un nuovo bando con i fondi della 285/97, priva di sostegno economico trentadue centri socio educativi, che dopo anni di impegno sul territorio vengono abbandonati al loro destino".
A tal proposito la senatrice Anna Serafini ha presentato un'interrogazione con risposta scritta al presidente del Consiglio dei Ministri, chiedendo di “verificare, nell'ambito delle proprie competenze, quanto accade a Palermo e i motivi di tale ritardo che sta determinando conseguenze estremamente negative per i destinatari dei Servizi Socio Educativi”.
“Parliamo – afferma la senatrice del PD – di oltre tremila ragazzi e oltre trecento operatori sociali, animatori, educatori e psicologi impegnati nei centri che, in questi mesi, sono stati abbandonati al loro destino dal Comune di Palermo. Sono state chiuse le convenzioni in attesa che venisse completata la nuova assegnazione dei servizi, lasciando alla responsabilità degli enti e degli operatori l'accoglienza dei bambini e dei ragazzi e, ad oggi, non si sa nulla sui tempi previsti dalla commissione per completare il lavoro di valutazione dei progetti”.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri . -
Premesso che
la legge n. 285 del 1997 recante «Disposizioni per la promozione di
diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza» ha istituito,
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo nazionale
per l'infanzia e l'adolescenza finalizzato alla realizzazione di
interventi a livello nazionale, regionale e locale per favorire la
promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la
realizzazione individuale e la socializzazione dell'infanzia e
dell'adolescenza, privilegiando l'ambiente ad esse più confacente
ovvero la famiglia naturale, adottiva o affidataria, in attuazione dei
principi della Convenzione sui diritti del fanciullo resa esecutiva ai
sensi della legge 27 maggio 1991, n, 176, e degli articoli 1 e 5 della
legge 5 febbraio 1992, n. 104;
la legge n. 285 del 1997 ha aperto un nuovo approccio nelle politiche
socio-educative in Italia, superando la tradizionale ottica
assistenzialistica e riparatoria nei confronti dei minori. Essa ha
creato le condizioni operative per promuovere i diritti e le
opportunità dei bambini e degli adolescenti, attuando concretamente i
principi della Convenzione ONU per l'infanzia, ratificati in Italia
con la legge n. 176 del 1991;
dal primo gennaio 2010, trentadue Centri Socio Educativi, finanziati
dal Comune di Palermo con i fondi della Legge 285/97, sono stati
privati del sostegno economico in attesa dell'espletamento del nuovo bando e
dopo anni di presenza e di impegno sul territorio rischiano di
chiudere;
parliamo di oltre tremila ragazzi e oltre trecento operatori sociali,
animatori, educatori, psicologi impegnati nei centri che in questi
mesi sono stati abbandonati al loro destino dal Comune di Palermo;
sono state chiuse le convenzioni in attesa che venisse completata la
nuova assegnazione dei servizi, lasciando alla responsabilità degli
enti e degli operatori l'accoglienza dei bambini e dei ragazzi;
ad oggi non si sa nulla sui tempi previsti dalla commissione per
completare il lavoro di valutazione dei progetti;
secondo quanto dichiarato dagli operatori, la commissione non si
incontra da settimane;
per sapere
se è corretta e condivisibile la procedura messa in atto dal Comune di Palermo che ha sospeso i servizi per l'infanzia e l'adolescenza in attesa delle nuove procedure, invece di prorogare tali sevizi fino all'espletamento delle nuove gare;
se il Governo intenda nell’ambito delle proprie competenze e in applicazione della legge n. 285 del 1997, verificare presso l’amministrazione comunale di Palermo i motivi di un tale ritardo che sta determinando conseguenze estremamente negative sui destinatari dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza.